Accordo sulla base di tre anni. Decisive le relazioni del Presidente
Pescara Calcio: Lotto nuovo sponsor tecnico

L’area Marketing e Comunicazione della Pescara Calcio informa che nella giornata odierna è stato raggiunto un accordo di sponsorizzazione tecnica con la LOTTO.

La partnership avrà la durata di 3 anni e consentirà a tutte le formazioni del Pescara (dalla prima squadra alla scuola calcio) di vestire LOTTO.

E’ un risultato particolarmente importante in quanto la LOTTO è un marchio internazionale e veste formazioni di serie A come l’Udinese, la Fiorentina, il Palermo, il Chievoverona e il Siena ed in passato ha vestito la Juventus e il Milan. Tutto ciò è stato possibile grazie all’impegno personale del presidente Dante Paterna con Andrea Tomat presidente della LOTTO, oltre che dell’Unindustria di Treviso, che ha consentito al Pescara di potersi fregiare di un brand importante che nessuna società di serie C può esporre.

L’accordo tra la Pescara Calcio e la LOTTO rappresenta certamente il primo, decisivo, passo in avanti da parte del sodalizio del presidente Paterna in un’ottica di completo miglioramento e rinnovamento di immagine e risorse.

Infine la Pescara Calcio ringrazia l’azienda ENNEDUE per gli anni di collaborazione e di reciproca soddisfazione.

Fonte: PescaraCalcio.Com

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  • Pubblicato in: Sport
  • L’11 settembre 2001, quando i kamikaze di Al Qaeda buttarono giù le Twin Towers e una parte del Pentagono, i blog erano agli inizi della loro ascesa. Oggi sono parte integrante del panorama mediale, tanto che, appena saputo degli attacchi a Londra, molti si sono rivolti alle homepage personali degli abitanti della City per avere notizie di prima mano. E ai blog, in questi quattro anni, si sono affiancati i videofonini, i podcast, i wiki. Un vero e proprio diluvio di parole, immagini e suoni prodotti dal basso.

    Sui blog l’angoscia dei londinesi
    Alle 10,15, quando ancora si parlava di incidenti dovuti a un problema di alimentazione elettrica nella metro, oltre mille persone avevano pubblicato messaggi relativi alle esplosioni di Londra. Il dato, rilevato dal sito Technorati, dà l’idea di quanto i blog siano diventati uno strumento privilegiato di comunicazione in situazioni d’emergenza. A sera i post sugli attentati si contano a decine di migliaia. Dal tono concitato delle prime ore (richiesta di notizie, angoscia per la scarsità di informazioni) si è passati alla tristezza e alla frustrazione per l’ennesima strage. Un nome su tutti: London.Metblogs.com, il blog collettivo della città, dove il flusso di messaggi e commenti è stato costante durante tutta la giornata.

    Foto e filmati dai telefonini
    Altro strumento privilegiato di informazione sono i telefonini. Inondati da richieste, i ripetitori di Londra hanno ceduto e nell’area metropolitana è stato a lungo impossibile fare e ricevere chiamate. Ma i cellulari ormai servono a tutt’altro. Le foto scattate col telefonino da chi scappava nelle gallerie della metro buia sono documenti di straordinaria potenza, saccheggiati dai media tradizionali, che hanno rinunciato volentieri alla qualità delle immagini professionali per l’immediatezza di quelle amatoriali. Su Flickr.com, un sito che ospita migliaia di fotoblog nel mondo, le immagini di Londra ferita si contano a centinaia.

    E sul web, le bombe di Londra sono già storia
    “Il 7 luglio 2005, attorno alle 9, sette bombe esplosero a Londra, sei nella metropolitana, una su un bus a due piani”. Inizia così la definizione della voce “London bombing” su Wikipedia, l’enciclopedia libera che può essere scritta da ogni utente della rete. Gli attentati di oggi ci metteranno qualche mese a trovare posto sull’Enciclopedia Britannica. Su internet, il 7 luglio 2005 è già storia.
    Sito Wikipedia Italia

    Fonte: Repubblica.It

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  • Pubblicato in: Life
  • A Pescara giunge con il preparatore atletico Bertini e il dirigente Bignone
    Sarri, allenatore Pescara

    Maurizio Sarri (46 anni), è il nuovo allenatore del Pescara. In carriera è famoso la doppia promozione con il Sansovino dall’Eccellenza toscana alla serie C2. Approdato lo scorso anno alla Sangiovannese, Sarri ha conseguito ancora una volta una promozione, dalla C2 alla C1, e anche in questa stagione la “sua” Sangiovannese si è rivelata tra le sorprese del girone A di C1.
    Sarri viene a Pescara assieme al preparatore atletico Francesco Bertini e al nuovo responsabile dell’area tecnica Marco Bignone. Tutti e tre hanno già lavorato insieme nella Sangiovannese nella stagione appena conclusa e negli ultimi giorni hanno avuto moltissime richieste da parte di numerosi club di serie B.
    Quello composto da Sarri, Bertini e Bignone è un gruppo giovane e affiatato e molto motivato che adopera metodologie di allenamento e di controllo moderne. Ogni calciatore, infatti, sarà seguito sia dal punto di vista dell’alimentazione (che verrà personalizzata a seconda delle esigenze), sia dal punto di vista psicologico (attraverso periodici colloqui con affermati professionisti nel campo della psicologia dello sport) e sia da quello atletico con l’ausilio di sofisticati software che permetteranno di arricchire un database con tutti i dati acquisiti nell’arco degli ultimi anni.
    E’ certamente il primo e importante passo che consente al Pescara del presidente Paterna di avviare il progetto della nuova compagine.
    Mister Sarri, il professor Bertini e il responsabile dell’area tecnica Bignone saranno presentati agli organi di stampa nei prossimi giorni.

    Fonte: PescaraCalcio.Com

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  • Pubblicato in: Sport
  • Live 8 Live

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    Paul, Pink Floyd & C. in scena la musica global
    Giovani band frementi di passione elettrica, rabbiosi rapper e la regina Annie Lennox

    Live8_Roma

    Una catena di canzoni ha avvolto il pianeta. Trenta, quarant’anni di storia della musica pop frullati in una vertigine mediatica. Come resistere allo sguardo di Bono che guarda Paul McCartney negli occhi e vede passare la sua infanzia di ragazzino che sognava i Beatles? Come resistere ai Pink Floyd che per ritrovarsi a cantare la struggente nostalgia dell’assenza scelgono il palcoscenico del mondo?

    Dovunque, sparse per il mondo, masse vocianti, una miriade di suoni intrecciati, rimbalzanti da una città all’altra, uniti da un chiassoso caos mediatico fatto di computer, telefonini, emittenti interattive, dentro il quale si poteva comporre a piacimento il proprio Live 8. Primo forte segno dei tempi. Ieri il mondo suonava, dovunque, simultaneamente, senza un vero e proprio centro. A parte Londra, per forza di cose preminente, ma non più di tanto, e il solito dominante asse anglosassone che ancora ieri qualcuno contestava.

    Pochi africani? Certo, ma in compenso è andata in scena la storia e se c’è qualcosa che può smuovere le coscienze è proprio la musica, quando si ricorda del suo potere. Siano vecchie star dal volto appassito, ma sempre capaci di dare spettacolo, come McCartney e Elton John, giovani band frementi di passione elettrica come i Green Day, rabbiosi rapper come Kayne West, o una regina come Annie Lennox capace di cantare da sola al pianoforte mentre dietro di lei scorrevano immagini di bambini massacrati dalla povertà. Oppure Ligabue, Pelù e Jovanotti che hanno ribadito insieme Il mio nome è mai più, o Sting che ha cantato Every breath you take, mentre sul grande schermo scorrevano le facce dei premier del G8, Berlusconi compreso. Una dedica fin troppo delicata.

    Un elenco infinito, un’enciclopedia live della musica del mondo, e attraverso questa babele la storia: i Pink Floyd, Brian Wilson e l’eco scintillante dei Beach Boys, Stevie Wonder e George Michael, citazioni a raffica di Beatles e Bob Marley, citato ovviamente anche dalla moglie Rita e dai figli Julian e Ziggy entrati a sorpresa nella performance dei Black Eyed Peas, a Filadelfia.

    Una storia gettata prepotentemente in campo fin dall’inizio da un duetto di quelli che fino a ieri i fan del rock potevano solo sognare: U2 e Paul McCartney, in una splendida fortuita coincidenza temporale che ha fatto diventare il testo di Sgt. Pepper una perfetta epigrafe all’evento: “sono oggi vent’anni (da Live Aid, ovviamente)… vi vorremmo portare tutti a casa con noi… speriamo che lo show vi piaccia”. In fondo anche la “banda dei cuori solitari” è una dolce metafora di quello che è successo, dolce ed eccitante come solo i Beatles sapevano essere. Il pianeta dei cuori solitari oggi si è unito.

    Vent’anni o poco più sono anche il tempo in cui i Pink Floyd sono rimasti lontani. Neanche l’abbattimento del muro di Berlino bastò a riunirli e a celebrare con The Wall la riunificazione della Germania ci andò il solo Roger Waters. Vent’anni sono tanti, e le differenze sono sotto gli occhi di tutti. A Live Aid Madonna ci arrivò da adolescente maliziosa, con poco da dire, oggi a Londra ha iniziato dicendo: “Siete pronti per la rivoluzione?”, più matura, elegante, cantando con accanto la bambina, oggi una meravigliosa venticinquenne, che a Live Aid fu l’immagine della sofferenza dei bambini africani. Lei è il simbolo vivente di un risultato concreto. Si è salvata, è cresciuta, si è diplomata. Vent’anni passati non invano.

    Le dieci città di Live 8 hanno prodotto una quantità immane, inverosimile, di musica, perfino difficile da seguire, con molte esibizioni in simultanea e obbligo di zapping, e di scelta tra Sting a Londra e i Roxy Music a Berlino, tra Ligabue a Roma e Manu Chao a Parigi, con alcuni artisti che si sono spostati da una città all’altra, Zucchero da Roma a Parigi, Dido e Youssu N’Dour da Londra all’Eden Project in Cornovaglia dove, parzialmente oscurati, suonavano in massa gli africani messi insieme da Peter Gabriel.

    Mosca, Tokyo, Johannesburg, rappresentanze minori, con pubblici modesti, per contro Filadelfia, imponente, la più giovanilista per quanto riguarda il cast, con molti rapper (che a Live Aid non c’erano) e uno scatenato Will Smith che ha realizzato dal vivo il “Click spot” ovvero lo schioccare le dita ogni tre secondi (l’intervallo di tempo che segna la morte di un bambino in Africa) che è girato in questi giorni con altre facce famose, da Claudia Schiffer a Sofia Loren, proponendo il click a tutti gli spettatori con evidente emozione collettiva. Will Smith è stato uno dei pochi a unificare il complicato e inafferabile evento, ha chiamato tutte le città: Berlino, colma di gente, Parigi, festosa e multietnica, Roma, schierata al gran completo con tutti o quasi i suoi cantanti di peso. “We don’t want charity, we want justice”, ha detto Bono. Un sogno possibile?

    Fonte: Repubblica.It

    Per rivivere l’emozione degli 8 concerti nel mondo:
    Aol Music Channel (ENG)
    Sito Ufficiale
    Live8Live (MULTI LANG)
    Altri link di riferimento:
    TgCom (IT)
    Ansa (IT)
    Cnn (ENG)
    Technorati (ENG)

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  • Pubblicato in: Music & Radio
  • Scienziati di Pittsburgh inducono la morte clinica negli animali
    usando una soluzione salina gelata e li resuscitano dopo tre ore

    Esperimenti Cani Morti

    Indurre la morte clinica negli esseri viventi per vedere se è possibile riportarli in vita trasformando il sonno eterno in un viaggio andata e ritorno. E’ l’incredibile esperimento condotto da alcuni scienziati dell’Università di Pittsburgh, che hanno risuscitato un gruppo di cani dopo aver verificato per tre ore l’assenza di qualunque segnale vitale nei loro corpi.

    Sembra uno scenario inverosimile, degno di film come “Linea Mortale” più che della scienza. Eppure, l’istituzione che sta dietro questa ricerca ai limiti della realtà è assolutamente rispettabile: il Safar Center for Resuscitation Research, fondato da Peter J. Safar, universalmente riconosciuto come l’inventore della respirazione bocca a bocca e della rianimazione cardiopolmonare. Un uomo che davvero ha contribuito a riportare in vita migliaia di persone inesorabilmente destinate all’aldilà. Ma l’impresa dei suoi seguaci appare ancora più estrema.

    Gli scienziati di Pittsburgh hanno preso un gruppo di cani, hanno svuotato le loro vene e hanno sostituito il sangue con una soluzione salina a 7 gradi centigradi di temperatura. In questo modo, hanno indotto negli animali uno stato di morte apparente: niente respiro, nessuna attività cardiaca, nessun segnale cerebrale. Dopo tre ore in queste condizioni, hanno ripompato il sangue nel corpo delle bestie che, stimolate con elettroshock e ossigeno per rimettere in moto cuore e polmoni, hanno ripreso a vivere, apparentemente senza alcun danno agli organi vitali.

    “Condizioni simili si creano già nel caso di particolari operazioni chirurgiche”, spiega a Repubblica.it il dott. Sergio Pintaudi, primario di Anestesia e Rianimazione all’ospedale “Garibaldi” di Catania. “Nella cardiochirurgia, ad esempio, l’anestesia permette di ridurre di molto l’attività cerebrale, inducendo per lungo tempo uno stato di narcosi estremamente profondo. Ma non si può parlare di morte cerebrale: in quel caso, sono le cellule dell’encefalo che iniziano a morire, e da quello stato non c’è ritorno”.

    L’esperimento americano non mancherà di sollevare perplessità e proteste di natura etica e morale. Alcune organizzazioni animaliste hanno già espresso il loro rifiuto nei confronti di questo genere di studi. “Bisognerà capire gli scopi di questa sperimentazione”, osserva Pintaudi. “Ottenere di riportare in vita cellule morte, ad esempio, sarebbe un risultato di straordinaria importanza”.

    I ricercatori del Safar Center conducono i loro studi per indagare la possibilità di interventi in situazioni estreme, ad esempio su persone che abbiano perso ingenti quantità di sangue. Sperimentazioni di questo genere sono viste con estremo interesse dai militari: con la tecnica di Pittsburgh si potrebbe iniettare la soluzione gelata nelle vene di soldati seriamente feriti e lasciarli inerti a lungo, in attesa di soccorsi, senza che i loro organi vitali risultino compromessi.

    Ma c’è già chi teme usi meno ortodossi del sistema: qualcuno in cerca di esperienze forti potrebbe sottoporsi al trattamento per un viaggio di tre ore nell’aldilà. Per scenari fantascientifici di questo tipo, comunque, bisognerà attendere almeno fino al 2015, la data indicata dagli scienziati per l’inizio della sperimentazione sull’uomo.

    Fonte: Repubblica.It

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