Pasadena (USA) – La missione Deep Impact potrebbe rivelarsi più utile e proficua del previsto: gli scienziati del Jet Propulsion Lab dell’agenzia spaziale americana hanno convocato urgentemente una riunione di esperti per parlare di 99942 Apophis – un asteroide che nel 2029 si avvicinerà pericolosamente al pianeta azzurro. “Il rischio c’è”, dice David Morrison, della NASA, “ed anche se si tratta di un piccolo asteroide questo non significa che dobbiamo trascurarlo”.
In breve, Apophis passerà “nei pressi” dei satelliti in orbita geostazionaria il 13 aprile del 2029. “Rischiamo perdite ingentissime per danni alle infrastrutture di comunicazione”, sostengono alcuni ricercatori americani. L’asteroide passerà ad una distanza sicuramente enorme per gli standard umani, ma minuscola per quelli astronomici: il rischio maggiore, spiega Clark Chapman del Southwest Space Research Institute, è che l’asteroide possa trovare una serie di condizioni gravitazionali favorevoli – uno scherzo del destino che modificherebbe fatalmente la traiettoria di questo macigno errante.
Nella peggiore delle ipotesi, l’incontro ravvicinato con la Terra ed il cambio di traiettoria porteranno Apophis all’impatto col nostro pianeta solo nel 2036: “C’è da stare tranquilli”, rassicura Donald Yeomans, direttore dell’osservatorio NASA che tiene sotto controllo asteroidi e comete, “abbiamo tutto il tempo per progettare contromisure adeguate”.
La probabilità di un impatto catastrofico, tenuto conto delle possibili complicazioni, è di uno su diecimila. Yeomans è convinto che entro il 2029 avremo a disposizione abbastanza risorse per creare un accurato sistema di difesa anti-asteroidi: “Per iniziare, nel 2012 invieremo una sonda su Apophis, in modo da poterlo tenere costantemente sotto osservazione”. Successivamente, promette l’esperto, sarà possibile creare un’arma spaziale per deviare il pericoloso asteroide.
Nel frattempo la Fondazione B612, immediatamente convocata al tavolo comune per discutere della minaccia dallo spazio, ha già progettato un metodo per controllare la rotta dei piccoli corpi solidi extraterrestri: l’obiettivo della fondazione è di creare un sistema completamente funzionante entro e non oltre il 2015. “La comunità internazionale deve essere pronta ad appoggiare questo progetto”, dice Russell Schweickar, presidente della Fondazione: “Serve al più presto un’azione coordinata a livello globale per prevenire ed affrontare questo tipo di problemi”.
Fonte: Punto-Informatico.It
Share on FacebookSi è spento questa mattina Rifredo Rocchi, grandissimo giornalista (padre di Enrico) che per anni e anni ci ha raccontato le gesta sportive della Pescara Calcio. Lui è stato fortunato, ha vissuto dei bei momenti felici.. quando il Pescara era davvero lo squadrone tanto temuto.
Sono molto dispiaciuto..ricordo come fosse ieri l’attesa davanti alla tv.. Aspettando la fine del tg locale per vedere “il punto della situazione” il suo programma storico.. Roccia di sicuro si ricorderà bene.. che dire.. un altro pezzo della vecchia guardia che se ne va..peccato.
Share on Facebook
Quelli che mi conoscono sanno bene che, amo strizzare l’occhio al made in italy. E questa mia peculiarità vale tanto nelle cose di uso comune ( come il cibo – odio la cucina cinese! ) che in quelle meno consuete. Quindi, non nascondo il mio debole anche per le auto italiane. Beh.. il cavallino rampante fa gola a tutti, ma di certo non sono così numerosi gli italiani che apprezzano il marchio Fiat: vuoi per una gestione puntata più sulla quantità che sulla qualità avuta negli anni passati, vuoi perchè nel mercato europeo è sempre più fitta la presenza di auto tedesche che, a detta di molti, non lasciano scampo a paragoni con le cars torinesi.
Chi dei nostri padri o nonni, non ha avuto una fiat? E’ stata la vera forza del boom economico degli anni ’60. La 500 ha rappresentato, per anni e anni, l’icona dell’italia che rinasce, che scava dalle macerie e ricostruisce dal nulla. In questo gli Agnelli sono stati maestri. A loro si deve la costruzione delle odierne autostrade, ma soprattutto alle nascita della Fabbrica Italiana Automobili Torino.
Oggi, la Fiat è molto diversa da quella fabbrichetta nata nel 1899: si parla di management, di qualità, di sicurezza in modo del tutto differente di come avveniva cento anni fa. E proprio in un ottica di innovazione del marchio e di cambiamenti radicali all’interno dell’azienda, dovuti all’errata gestione tecnico/commerciale avvenuta negli ultimi 15 anni, che si propone il lancio della III serie della Fiat Punto.


Queste che vedete sono le prime foto ufficiali della Grande Punto, ossia l’erede delle vettura che in 12 anni di vita (la prima versione uscì nel 1993) è stata prodotta in 6 milioni di esemplari, e a cui la casa torinse affida praticamente il suo futuro. La nuova Punto dovrebbe infatti rappresentare più di un quinto degli 1,6 milioni di vetture vendute dal Lingotto.
Disegnata dalla Italdesign di Giugiaro e sviluppata dal Centro studi Fiat, la nuova Punto verrà prodotta a Melfi, con un potenziale di 400 mila vetture all’anno: l’obiettivo della Fiat è arrivare a circa 350 mila Punto consegnate ogni anno, di cui metà in Italia e il resto all’estero.

Disponibile a 3 o 5 porte e in quattro allestimenti, la vettura è lunga 403 centimetri, larga 168, alta 149 e con un passo di 2 metri e 51 centimetri, misure che si traducono in una abitabilità interna da record.
Ricca la gamma di motori, tutti rigorosamente Euro 4: due a benzina (1.2 8v da 65 CV e il nuovo 1.4 8v da 77 CV) e quattro turbodiesel: 1.9 Multijet da 120 CV e da 130 CV, 1.3 Multijet 16v da 75 CV e l’inedito 1.3 Multijet 16v da 90 CV con turbina a geometria variabile.

La presentazione ufficiale avverrà il 6 settembre a Torino, quando verranno svelati anche i prezzi.
A qualcuno sembrerà di vedere la solita Fiat; io dico di aspettare a giudicarla. Le ultime produzioni del brand torinese hanno lasciato a bocca aperta persino gli esperti del settore: ad esempio la nuova Croma, che ha stupito tutti in positivo in termini di qualità dei materiali e di sicurezza sia attiva che passiva, cose che fino a qualche anno fa sembravano fantascienza per le Fiat.
ALTRE FOTO SARANNO PUBBLICATE NELLA GALLERY/MOTORI
Share on FacebookCon molta probabilità si disputerà il 9 agosto l’amichevole, programmata nei giorni scorsi, fra Juventus e Roma. La data non è ancora ufficiale ma di certo c’è che cambia il luogo dell’incontro: sarà, infatti, la cornice dello Stadio Adriatico di Pescara a fare da scenario all’incontro. In un primo momento era stato scelto lo stadio di Palermo, ma per venire incontro alle esigenze dei due club si è optato per la cittadina in riva all’Adriatico.
La notizia viene riportata anche sul televideo rai

by RoPa
Share on FacebookUna sigla di tre lettere, m.a.n., ovvero movimento antinapoletani. Una foto con un volto di un omaccione con gli occhiali scuri e le mani insanguinate. A fianco improperi contro i partenopei che invadono, sporcano, inquinano e rubano. Uno scherzo? Non proprio visto che la polizia assieme alla digos di Latina, ha acquisito i volantini per accertamenti. Non si sa mai, il caldo dà alla testa, ma è meglio prevenire.
Formia cittadina del litorale laziale a metà strada tra Roma e Napoli. 40mila abitanti d’inverno, il doppio d’estate. Tranne i gestori di un chiosco, che hanno prontamente buttato via il materiale incriminato, visto che i loro clienti sono tutti napoletani, nessuno a Formia ha visto i volantini e in molti si dichiarano giustamente infastiditi da questa ventata di intolleranza estiva. Ma chiacchierando tra un bagno e l’altro affiora piano piano un sentimento non esattamente di simpatia.
E allora che dire se non ripetere la micidiale battuta di Giobbe Covatta: non siamo noi razzisti, sono loro che sono napoletani.
Fonte: Tg5.It
Share on FacebookPosting tweet...