Incinte sorelline di 11, 13 e 15 anni
Sembrava non potersi aspettare nulla di più preoccupante dalle sue figlie da quando la minore, 11 anni, le aveva annunciato di aspettare un bambino. Ma Julie Atkins, poche settimane dopo la nascita del piccolo, avvenuta a febbraio, ha scoperto che anche le altre due figlie – di 13 anni e di 15 – erano in dolce attesa.
«Non mi importa quello che la gente può dire di me» ha detto la Atkins, nonna a soli 38 anni, «la colpa è della scuola, dove l’educazione sessuale delle ragazze dovrebbe essere fatta meglio. Amo le mie bambine e mi prenderò cura di loro, anche se avrei preferito che non avessero figli così giovani».
Nessuna delle tre giovanissime mamme ha piu contatti con i padri dei rispettivi bambini. In particolare, il fidanzatino della mamma undicenne, che all’epoca aveva 14 anni, aveva chiesto alla ragazzina di abortire e
quando lei ha deciso di tenere il bambino si è dileguato.
Fonte: MetroNews Roma
…pecchè nu seme nu…
Questa sera, voglio deliziarvi con alcuni fra i detti conosciuti nella pescara che vive…..
quand la femmen trittic l’angh, o è puttan o poc ciamang
quando la femmina muove l’anca, o è puttana o poco ci manca
meje a ji a lu llet ngh lu cul gelat, ca ngh nu gelat ncul
meglio andare a letto con il culo gelato, che con un gelato in culo
li guaj de la pignatt, le sa la cucchiar
i guai della pentola, li conosce il cucchiaio
le chiacchiere se le port lu vend, li maccarun abbott la panz
le parole le porta via il vento, i maccheroni gonfiano la pancia
a chi nin ji pijac Galeon, o che si jettess da lu balcon
a chi non piace Galeone, si buttasse dal balcone
a chi nin ji pijac la cocc e lu vin, puzz murì duman matin
a chi non piace la figa e il vino, possa morire domani mattina
crisc sand ca diavl già ci sì
cresci santo che diavolo già ci sei
a llavà la coccj all’asin, ci s’arfonn l’acq e lu sapon
a lavare la testa all’asino, si spreca acqua e sapone
coccj d’asin, nzà maji scuppat
testa d’asino, non ha mai perso i capelli
cost poc e abbott
costa poco e sazia
chi va pe fregà, arman fregat
chi va per ingannare, resta ingannato
l’acq va a lu mar
l’acqua va al mare
vu la bott pien e la moj mbriac
vuoi la botte piena e la moglie ubriaca
daje e daje la cipoll divent ajie
dai e dai la cipolla diventa aglio
gend trist, annuminat e vist
gente triste, nominata e vista
prim di pijà la moje, apr l’ucchj e spann, ca ni jè na callar ca sarcagn
prima di prendere la moglie, apri gli occhi e spalancali, perché… Continua a leggere
La libertà di pensare
Questa sera vi allego un articolo scovato in rete…. penso che sia meglio non anticipare nulla… l’ottimo giornalista ha espresso al meglio cosa accade in alcune zone del mondo:
Fioriscono in Iran, Cina, Nepal, Tunisia. Offrono una voce libera a chi si ribella alle censure dei governi sul web Minacce, arresti e censure: la vita difficile di quei blogger
Il blog di Mohamad Abdolahi
ROMA – Prima di aprire il suo blog, Mohamad Abdolahi forse sapeva già a cosa sarebbe andato incontro. Mojtaba Saminejad e Arash Sigarchi, iraniani come lui, erano agli arresti per aver denunciato sui loro blog i soprusi cui vanno incontro giornalisti e blogger sul suolo del grande paese islamico. Arrestati per insulto alla figura delle autorità religiose e per crimini contro lo stato iraniano.
Le stesse accuse sono state rivolte verso Abdolahi, incarcerato lo scorso 28 febbraio e condannato a sei mesi di prigione. Secondo lo scarno comunicato di Reporter senza frontiere, il blogger, attivista nel campo dei diritti civili, aveva pubblicato sul suo Iran Reform una lettera aperta in lingua farsi all’ayatollah Ali Khamenei. Anche sua moglie, la blogger Najmeh Omidparvar, ha dovuto subire 24 giorni di prigione per aver cercato di aiutare il marito pubblicando sul blog un suo messaggio e rilasciando interviste.
Abdolahi è solo uno dei molti cyberdissidenti imprigionati. Sono blogger, a volte anche giornalisti, e vivono nei paesi in cui la censura è più opprimente e dove Internet non è uno strumento libero. Oscurati e filtrati all’interno del loro paese, fioriscono dove lo sviluppo tecnologico mette in mano a tutti i blog, trasformati in liberi fogli pubblici su cui esprimere le proprie idee. Non solo in Iran, ma anche in Cina, Nepal, Singapore, Tunisia. E anche nell’Iraq liberato.
In Nepal i blog sono l’unico strumento attraverso cui viene veicolata la libera… Continua a leggere






















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