il diario online di Rocco Palmitesta

Eravamo ragazzi e ci dicevano: “Studiate, sennò non sarete nessuno nella vita”. Studiammo.
Dopo aver studiato ci dissero: “Ma non lo sapete che la laurea non serve a niente? Avreste fatto meglio a imparare un mestiere!”. Lo imparammo.
Dopo averlo imparato ci dissero: “Che peccato però, tutto quello studio per finire a fare un mestiere?”. Ci convinsero e lasciammo perdere. Quando lasciammo perdere, rimanemmo senza un centesimo. Ricominciammo a sperare, disperati.
Prima eravamo troppo giovani e senza esperienza. Dopo pochissimo tempo eravamo già troppo grandi, con troppa esperienza e troppi titoli. Finalmente trovammo un lavoro, a contratto, ferie non pagate, zero malattie, zero tredicesime, zero Tfr, zero sindacati, zero diritti. Lottammo per difendere quel non lavoro. Non facemmo figli – per senso di responsabilità – e crescemmo. Così ci dissero, dall’alto dei loro lavori trovati facilmente negli anni ‘60, con uno straccio di diploma o la licenza media, quando si vinceva facile davvero: “Siete dei bamboccioni, non volete crescere e mettere su famiglia”. E intanto pagavamo le loro pensioni, mentre dicevamo per sempre addio alle nostre.
Ci riproducemmo e ci dissero: “Ma come, senza una sicurezza nè un lavoro con un contratto sicuro fate i figli? Siete degli irresponsabili”. A quel punto non potevamo mica ucciderli. Così emigrammo. Andammo altrove, alla ricerca di un angolo sicuro nel mondo, lo trovammo, ci sentimmo bene. Ci sentimmo finalmente a casa. Ma un giorno, quando meno ce lo aspettavamo, il “Sistema Italia” fallì e tutti si ritrovarono col culo per terra. Allora ci dissero: “Ma perchè non avete fatto nulla per impedirlo?”. A quel punto non potemmo che rispondere: “Andatevene affanculo!”.

Fonte: Torto O.G.
http://torto45.wordpress.com/

4 risposte a Breve storia di una generazione

  • noto con sommo dispiacere che non è citato l’autore, il VERO autore di questo pezzo. mi rendo conto che quando lo si posta qualcosa su un blog, viene in automatico, come autore, il nome di chi lo ha postato, ma la mancata chiusura delle virgolette, alla fine, fa capire che dopo il vaffa c’era altro. ovvero la chiusura delle virgolette in primis, il punto e il nome dell’autore seguito dal titolo. sarebbe carino, da parte vostra, non spacciare per proprio quello che non è. tra l’altro, questo pezzo sta girando talmente tanto (in quanto sacrosanta verità) che comunque sarebbe facile capire che non è farina del sacco di questo blogger.
    era solo per chiarire.
    http://torto45.wordpress.com

  • Guarda,
    con tutto il rispetto per la tua bella iniziativa, noto che non hai molto a che vedere con un blogger professionista.

    Come vedi, sono corretto pubblicando il tuo commento che avrei potuto omettere in fase di moderazione: queste cose vengono chiarite privatamente, via posta elettronica, e non spiattellandole nei commenti pubblici

    ma sono estremamente corretto e decido comunque di pubblicare il tuo chiarimento, proprio per evidenziare la mia buona fede.

    Lo stralcio della mia pubblicazione viene ripreso da un link apparso su facebook che mi ha particolarmente colpito. Decido così di pubblicarlo ma senza avere la minima idea della fonte…. non avrai scoperto l’acqua calda, ma mi sembra il MINIMO dare atto alle proprie idee che, seppur non protette da alcuna licenza d’autore, vanno riconosciute in virtù di un etica che contraddistingue i blogger.

    Andrò subito ad integrare il post citando una fonte che fino a qualche ora fa mi era assolutamente sconosciuta ma, ti ripeto, visto che sto mettendo in ballo l’etica, potevi essere anche te corretto contattandomi privatamente: come vedi, avevi ogni forma di comunicazione per raggiungermi (email, facebook, skype, twitter, etc….)

    Tanti saluti
    e ancora complimenti per il pezzo,
    Rocco.

  • per la cronaca: non sono io l’autore di questo blog. è tale Torto.

    grazie per la correttezza

  • grazie a te per l’informazione.. se leggi il mio blog, tutti gli articoli senza citazione di fonti esterne (ovvero la quasi totalità) sono scritti di mio pugno. quando riprendo da fonti esterne le cito sempre, sia per correttezza, sia per un riconoscimento che deve esserci a prescindere.
    a volte, le fonti non sono evidenti: in questi casi tendo ad evitare di ripostare i pezzi.. ma questo mi aveva davvero colpito
    🙂
    ciao!

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