Stampanti rivelatrici: non sono una legenda!
Quando ho letto l’articolo su punto-informatico, non volevo crederci.. Ho sempre sentito parlare delle famose “stampanti rivelatrici”, cioè quelle particolari stampanti che marchiano invisibilmente qualsiasi documento prodotto. Questi supporti fanno uso di tracciature nascoste nei documenti stampati che poi vengono utilizzate anche da altri governi. Si tratta di “markers” di cui si è già parlato in passato e che da tempo sollevano l’attenzione dei gruppi che sostengono il diritto alla privacy.

Come riportato sulla testata giornalistica, Grazie all’indagine svolta dal EFF in anni e anni di ricerca si è arrivati alla decodifica dei codici Xerox DocuColor, seguita poi dalle dichiarazioni dei servizi segreti USA: “Abbiamo accordi coi produttori di stampanti per scoprire i contraffattori”, presumibilmente di banconote.
Cosa significa tutto questo? Che in pratica grazie a queste tracciature invisibili dà modo al governo di rintracciare, per esempio, i gruppi politici che producono volantini e propaganda rimanendo anonimi. Secondo EFF, che ha effettuato un’ampia serie di prove con macchine di produttori diversi, appare evidente la presenza nei documenti stampati di microscopici punti gialli posizionati in certe aree della pagina. A seconda del produttore, questi punti possono avere altri colori, posizione e dimensioni. Si tratta in ogni caso di marker che segnalano a chi sa leggerli, ed EFF ammette di essere in difficoltà su questo particolare, quale sia l’origine della stampante: da qui si può risalire in teoria al venditore della macchina e, poiché i dati degli acquirenti sono registrati nei database commerciali, anche a chi ha comprato la stampante che ha prodotto uno specifico documento.
Per scoprire i marchi basta consultare una apposita guida pubblicata dall’associazione.
E’ una cosa che mi fa venire i brividi..chissà quante cose controllano della nostra vita.. Cmq penso che dal momento che ormai il trucchetto è stato scoperto, il prossimo passo che faranno sarà quello di eliminare questa stupida marcatura inserendo invece un watermarking ad ogni immagine stampata, abbastanza forte da poter essere decodificato anche dopo la stampa.
























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