Sopravvivere, la paura di non farcela..
Come si fa ad avere la freddezza di annunciare il proprio suicidio su internet 3 mesi prima di compiere il gesto? Sembrerà una cosa assurda.. ma è ciò che ha realizzato Ciro, un ventiseienne residente nell’hinterland milanese.
Ciro Eugenio Milani, alias Luca K., ha pianificato per giorni e giorni la sua morte sulle pagine del SUO BLOG. Molti utenti, credendo di trovarsi di fronte ad un mitomane, non hanno colto il senso di solitudine e di inappartenenza a questo mondo da parte di Ciro.
Sfogliando le pagine del BLOG, ci si rende conto di quanto si sentiva abbandonato a se stesso. Eppure aveva una famiglia, aveva una casa, aveva un buon lavoro.. c’è tanta gente che di tutto questo non ha nulla. Eppure Ciro si lanciato nel vuoto di 70 metri. Chissà cosa avrà pensato prima di salire su quella sedia che gli è servita da trampolino per buttarsi giu da un ponte.

Ora sto rovistando nel suo blog, ho intenzione di leggerlo tutto.. se ci si ferma a riflettere, non si può che ammirare un ragazzo così, freddo e determinato. Credo che abbia aperto un blog per cercare le risposte alle sue domande, ma non le ha trovate: il blog doveva servire a dimostrare qualcosa. Ciro aveva bisogno di essere capito ma soprattutto di essere fermato, ed invece sono stati molti i messaggi lasciati da altri utenti che lo invitavano ad andare fino in fondo, forse perchè non credevano nell’intenzioni. Ed invece Ciro se nè andato, portandosi con sè tutta la tristezza di una vita, forse troppo malinconica.
Aveva aperto anche una CHAT, dove interagiva con il mondo, forse nella speranza di essere “fermato”, ma tutti i visitatori hanno creduto che si trattasse di una trovata pubblicitaria o qualcosa del genere.
Aveva scelto il 20 luglio come giorno per farla finita, ma non ce l’ha fatta ad aspettare, così ha lasciato questo ultimo messaggio nel suo sito:
La 25esima ora.
July 12th, 2005
No, non è andato come il mio giorno perfetto.
Sono stato impegnato: volevo sistemare casa oggi, ma ci sono riuscito solo in parte.
Ho buttato un sacco di cose.
Ho distrutto un sacco di cose (mi manca solo da distruggere i Moleskine).
Poi farò una doccia.
Poi butterò le ultime immondizie.
Poi salirò in macchina e andrò dove ho deciso di farla finita.
Adieu.
Ho i brividi.. sono sicuro che passerò il resto della serata a pensare a quanto può essere distruttiva una vita solitaria. Il giorno prima aveva lasciato un messaggio ancor piu triste, dove annunciava il suicidio anticipato…
Chi sono davvero.
July 11th, 2005
Ops, scusate, ho anticipato i tempi.
Ops, scusate, ho detto delle bugie.
Non mi chiamo Luca K, ma Ciro E. Milani.
Non sono un impiegato ma un libero professionista.
Non abito nell’hinterland di Milano ma a Lodi.
Non volevo suicidarmi il 20 luglio perche’ erano giusto tre mesi etc etc, ma volevo suicidarmi il 10luglio.
E’ un anniversario.
Non mi suicido per via dell’anniversario, mi suicido perché… beh, è lungo da spiegare.
L’anniversario è giusto per dare una data.
Dubbi sulla mia identità? Qualche giorno fa ho postato un articolo “diamo i numeri”. Compariva un numero: 30938.
Scrivetelo al contrario: 83903.
E’ il mio numero di tessera dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti, elenco dei pubblicisti. (Sfogliate l’annnuario dell’ordine giornalisti di Milano, e vedrete il mio nome).
Ciao a tutti, è tardi, sono stanco, vado a suicidarmi.
E’ un po’ diverso da come me l’aspettavo.
Non so che dire.. nella mia mente si rincorrono mille pensieri, piu o meno brutti. Luca non era credente, ma spero per lui che possa vivere una vita migliore nell’aldilà. Andava aiutato e invece ho letto molti commenti di persone stupide che lo invogliavano ad ammazzarsi. Magari nessuno ci credeva e lui invece lo ha fatto davvero.. Siamo tutti un pò colpevoli perchè, io, non sapevo dell’esistenza di quel blog, ma se ci fossi capitato (anche per sbaglio) non so a cosa avrei creduto.. Alla fine basta anche cambiare modo di vedere quello che accade, c’è sempre un aspetto positivo e uno negativo per ogni situazione. Non è detto che si avvertano nello stesso momento/tempo però .. i tempi bui bisogna superarli ..
Ciro, aveva chiamato il suo blog PRIMA DI PARTIRE.. io spero per lui che sia felice del suo viaggio che, volendo o non volendo, sarà senza ritorno. Purtroppo è difficile, se non impossibile, salvare qualcuno da se stessi.
R.I.P. CIRO

Per aprrofondire:
Il Blog di Luca K.
Chat del blog di Luca K.
Punto Informatico
Merate OnLine
Libero






















Leggendo i commenti ai messaggi lasciati da Ciro, ho notato che spesso (specie nelle ultime settimane) un utente, TheSwon, ha attaccato bruscamente Luca K., non credendo nelle sue intenzioni suicide.
Ora TheSwon è sconvolto, si trova in uno stato di tepore…
dalle pagine del SUO BLOG ha scritto una dedica tutta per Ciro e mi sembrava doveroso riportarla anche sulle pagine del mio blog…
Un attimo primadimorire
Non posso più tornate indietro. Adesso è troppo tardi. Sono in viaggio giù dal ponte, verso la mia morte preannunciata. Non sto piangendo. Sto pensando. Pochi attimi prima di morire per capire cosa sia successo. Dicono che la Vita abbia un senso. Io quel senso non l’ho mai trovato. Forse non ce l’ha o forse sono stato io a non vederlo. Non importa. Ora sono qui, in un volo libero e infelice. E’ diverso da come me l’aspettavo. Lo immaginavo tragico. Spaventoso. Invece è solo silenzioso, l’attimo prima di morire. Non c’è nessuno ad attenderti. Non c’è un dopo’ in cui ripararsi. C’è il niente. Il nulla… La mia macchina è nascosta da un parapetto. Vedo la mia sedia, piccola e gialla, che mi guarda immobile e spaventata ai lati della strada. Sono le tre di notte. Pochi attimi ancora e tutto sarà finito. Sembra un orizzonte degli eventi, questo viaggio. Perché dura così a lungo? Vorrei morire mentre sono in volo. Ma l’aria non mi uccide. Vorrei morire prima di toccare il fondo, quel fiume nero settanta metri sotto il mio cervello. Vorrei morire prima, trattenendo il respiro. Soffocando. Vorrei morire prima che i miei occhi vedano la morte sinuosa. Che si snoda imperturbabile nel bosco fitto. Il ponte di Paderno. Piccolo ponte metallico, che ho attraversato mille e mille volte per andare a lavoro. Ora sei cagion de la mia morte. Pensiero poetico. Quanto durerà ancora questo addio? Michele è morto un anno fa, sempre qui. Anche lui, hanno detto, aveva il male di vivere. Ma io non ho il male di vivere. Non sento dolore nella vita. Non sento nemmeno amore. Non sento nulla. E’ questa la mia tragedia. Un attimo prima di morire. Quanto dura quest’attimo? Il tempo necessario per dare un senso a ciò che sto lasciando? Amore, non giudicarmi per favore. Lasciamo che i bei ricordi bagnino le lacrime sul tuo volto. Domani, per te, sarà un altro giorno. Quando saprai di questo mio viaggio, vorrai anche tu un biglietto. Ma non si compra ad un’agenzia di viaggi., non esiste e non ha un prezzo. E’ un biglietto che prendi con la vita quando nasci. Il biglietto per la morte.
Mi accorgo che sto pensando troppo. Perchè ancora non sono morto? Pochi secondi, di un viaggio senza ritorno. Perché in pochi secondi possono stare così tanti pensieri? E’ crudele. Ho freddo. L’aria è fredda questa notte. O lo è sempre. Questa notte ancor di più. Il calore della speranza non c’è più. Non posso tornare indietro. Ci vorrebbe un Dio a violare le leggi della fisica per impedire che il mio corpo si sfracelli sulle rocce del fiume nero. Un Dio che non c’è. Se ci fosse stato, forse, tutto questo avrebbe avuto un senso. Ed io adesso non starei qui.
Ho paura. Adesso vedo il fiume nero ad un millimetro dal mio mento. Immagino l’impatto. Acqua gelida. Schianto e sangue. La vita al capolinea. La vita senza senso. Un futuro senza speranza. Domani non mi sveglierò. Domani non scriverò nel mio blog la voglia di morire. Domani non sarò insultato da persone che credono sia un ‘cazzaro’. Domani non mi chiederò che senso abbia tutto questo. Domani io non sarò. Più. Il cielo è buio. Nuvole. Stelle. Tutto immobile. Rimpianto. In questi attimi prima di morire non ho mai pensato al cielo. Ora voglio girarmi per vederlo, il cielo. Almeno un’ultima volta. Ma non posso. La mia faccia sta entrando dentro l’acqua. Gli occhi sotto la superficie del fiume indifferente. Non vedrò mai più il cielo. Mai più. Solo un piccolo pensiero in questi attimi prima di morire. E’ il mio unico rimpianto.
Adesso è tutto buio. Tutto terso. Il rumore dell’impatto è un rumore sordo. Vado a fondo. Non tocco il fondo. Piango. Adesso è la fine veramente. Il fiume nero che mi porta via non lascerà traccia alcuna. Piango. Un pianto che nessuno ascolta. Un attimo prima di morire. Adesso è la fine veramente. Non ho più tempo. Un solo ricordo. L’abbraccio di un amico. Un altro ancora. Gli occhi di Sara. Un altro ancora. Il sorriso di un bambino. La vita sta scorrendo velocemente nella mia testa. Come un film. Fotogramma per fotogramma. Un alto ancora. Io. E il senso delle cose. Ora ho capito. Qual è il senso della vita. Ma è troppo tardi. Ho toccato il fondo. Non ho più tempo. Il mi cranio sulle rocce esploderà in un boato silenzioso. Sangue portato via dalla corrente. Domani qualcuno mi cercherà. Dopodomani troveranno il mio corpo. Qualcuno capirà il mio gesto. Altri no. Io sarò solo un corpo, deformato dall’impatto. Non ho più tempo. Un ultimo pensiero. Ho capito il senso della Vita. E’ la Vita stessa. Ed il suo mistero. Ma è troppo tardi. Non ho più tempo. Solo il buio. Il silenzio. E il rimpianto. Di non aver visto il cielo, un attimo primadimorire.
dedicato a Luca K.
ovvero Eugenio Ciro Milani
morto nella solitudine
Scorrendo le centinaia di pagine di mail che il popolo della rete si sono scambiate sul suo blog in questi mesi ci si rende contro, drammaticamente, che anche molti frequentatori della sua chat non gli hanno creduto. Qualcuno lo ha preso in giro per aver annunciato con troppo anticipo l’intenzione di farla finita. Invece Ciro aveva tragicamente, lucidamente, oserei dire razionalmente pianificato la propria morte. La polizia era sulle sue tracce. Anzi era sulle tracce di Luca K, l’username dietro cui si nascondeva Ciro. Un velo che ha provveduto a far cadere lui stesso, il giorno prima del volo dal ponte. Il blog era monitorato ma gli agenti non hanno fatto a tempo a risalire all’identità del suo ideatore.
Ora c’è grande preoccupazione per gli altri ragazzi che frequentavano il blog: per Biancaneve che ha scritto di non essere riuscita a togliersi la vita ma che ci riproverà; per “Fra” che ha annunciato di volersene andare a giorni.
L’ULTIMO SALUTO DI CIRO AI SUOI AMICI, LO HA LASCIATO SULLE PAGINE DI UN BLOG (tanto per non smentirsi)….
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Ue’, ciao a tutti.
Me ne sono andato.
Scusate, ma sono le 2.25 ed ho ancora un po’ di cose da fare.
Questi sono dei saluti alla spicciolata.
A qualcuno di voi ho spedito cose.
A qualcuno ho spedito email.
A qualcuno o preparato qualcosa.
Io sono felice così.
* saluti
Alessandra A. (Firenze). Temo di aver distrutto le foto che ti feci, con l’eyeliner sul naso. Beh, forse tu ne hai una copia? Casomai sentissi Chiara (tusaichi) dille che qui sotto c’è un saluto anche per lei. Ciaooo.
Ciao Angela F. (Bari). Tu forse leggerai queste righe. E’ da parecchio ormai che non ci sentiamo più. E’ stato bello, ma come tutto, è finito.
Oibò, Chiara B, che stai più a sud di firenze sud… chissà se mai qualcuno ti dirà di questo mio saluto. Beh, spero di sì, dato che ancora conservi (non l’avrai venduto, vero?) l’anello che ti ho regalato. Ed anche un mezzo cuore d’argento. Io, l’anello di legno con l’orso ce l’ho ancora. O meglio, ce l’avevo ancora, prima di andarmene per sempre.
Elisa A. (Firenze). Tu ci hai pensato, io l’ho fatto davvero. So che sarai triste quando lo scoprirai.
Fabrizio Fabbrone (Torino). L’anno scorso un altro tuo amico, quest’anno io. A 100km/h.
Un saluto a Margherita C. (Roma). Probabilmente non leggerai mai queste righe, ma per parte della mia vita sei stata importante per me.
Ciao Marta M. (Venezia). Neppure tu credo leggerai mai queste mie parole. Ti ho amata, mi hai amato. Poi te ne sei andata e non hai più voluto sapere nulla di me.
Tutto quello che non mi uccide, mi rende più forte.
Marta PK C.. Ue’ pikeina. Anche tu a leggere qui?
Nadia M. Abbiamo passato qualche mese insieme, pur non essendo insieme, e sono stati dei bei momenti. Peccato che io alla fine abbia rovinato tutto.
Paolo PMZ M. Ciao ciccio, forse ho ancora qualche cd tuo in giro per casa… ma credo che ormai tu non li rivoglia più indietro. Fai il bravo con la tipa qui sopra.
Roberto K. (Bari). Prenditi cura di E.
Frencesco Kesiev C.. Ciao bello, non ti rattristare troppo. Pensa al panozzo atomico mangiato su un panettone di cemento.
Laura la finnica. Eheheh te l’avevo detto che non ti avrei avvertita…
yeLena M. (MN). So, you’re reading this. And if you’re reading this, probably I’m already gone. Forever. I gave instruction to my relatives to let you know about my death. I know that you’ll be one of the very few persons on this planet that will really miss me. Yes, I was the bad guy again. I do this. I do what you think I shouldnt done. But no one, not even you, could ever be able to stop me. Kisses, and please hug the kids.
(Goodbye, and thanks for all the fish).
Giangiacomo Maria C. Ciao socio… ti ho smazzato tutto il lavoro sulle tue spalle. Sì, sì, sì lo so che sono stato uno stronzo, a farlo e a non avvisarti prima. Ma se ti avessi avvisato, o se solo ti avessi dato qualche sentore del mio gesto, tu mi avresti impedito di farlo… quindi sono stato “costretto” a tenerti all’oscuro.
Sei diventato praticamente un fratello per me. Abbraccia anche l’altro fratello Mattia e tuo padre Paolo.
Valentina B. (Lodi). Ciao Valentina.
Davide Gat N. (tra il piemonte e la sfissera). E che, pensavi che mi dimenticassi di te? Giammai! No no, non è uno scherzo questo, me ne sono andato davvero.
Claudia C. (Siena). Ciao piccina. So bene che sei cresciuta, ma ti ricordo sempre piccina. Leggi il mio blog ma non ci scrivi mai. Attenta alle gattepelose e ricorda… quando riesci a catturare tre lucciole, è estate.
Ilaria Ilare (Veneto). Ciao ragazza assurda. Eh, non te l’aspettavi eh, questa mossa? E invece… 1, 2, 3… non ci son più!
Stefania B. (Paese). Chissà se Assenza si accorgerà della mia assenza. Ormai non ci sentiamo più neppure per i compleanni.
Enrico Ru (BS). Ciao psico. Stammi bene.
Mi dispiace tantissimo per ciro.Son venuto a conoscenza del fatto pochi giorni fa’.In alcune frasi scritte da ciro mi rivedo anch’io come lui. Soffro di depressione maggiore dal 98 e voi sapete benissimo il dolore ke si prova.Non lavoro non ho un amico non ho una ragazza sono solo.È da una vita ke prendo psicofarmaci antides’ non so più ke dire ho 27 anni e sono stanco. Di star male. Mi son ricoverato anke presso una clinica psichiatrica e ancora non vedo risultati.Ciro capisco il tuo dolore forse è stata per te la scelta più giusta! Adesso sarai in un mondo migliore ti mando un bacio da qui! By fabio!
fabio, tutti prima o poi andremmo via da questa terra, xkè siamo solo in una fase di passaggio da un mondo ad un altro… ma dobbiamo cercare in tutti i modi di allungare il più possibile questo “viaggio” xkè con molta probabilità non ce ne sarà un altro a disposizione. sarà l’unico
ho sempre pensato che la depressione fosse una malattia talmente assurda…. ma invece devo ammettere che pur non avendone mai sofferto (e sottolineo mille volte, per fortuna!!), sono tante le persone che si sentono abbandonate….
di certo l’aiuto di uno “che ne capisce” può essere molto utile, ma tutto dipende esclusivamente da te.. sarà una frase che ti hanno ripetuto in molti durante la tua vita, ma è la pura realtà.
Luogo interessante, buon disegno, lo gradisco, signore! =)
Ciro è stata una persona fuori del comune, intelligente, sarcastica ha cercato di viverla la sua vita, ma purtroppo non c’è riuscito. Nel suo blog invitava a vivere la vita e di non seguire il suo esempio, perchè l’ammazzarsi è stata una sua scelta personale.
Anche io ho provato a vivere, ma non ci sono riuscito, purtroppo non ci riesco la vita mi fa schifo, io faccio schifo.
una delle cause del pensare che “la vita fa schifo” è da ricondurre alla mancanza di affetto, ma non parlo solo dell’affetto della famiglia….. l’affetto è anche una compagna o un compagno, in grado di capire cose inspiegabili..
ma da qui a togliersi la vita, poi ad un’età cosi giovane, lo trovo assurdo..
La vita è una sola, non ne avremo altre (probabilmente)… e già il solo fatto che vivremo per pochi anni, in confronto al resto dell’eternità nel quale “non vivremo”, dovrebbe essere motivo di VOGLIA di andare avanti comunque.