Una leggenda italiana, un’invidia mondiale
Squadra Corse Alfa Romeo
Genere: corse automobilistiche
Piattaforma: Ps2/Xbox
Sviluppatore: Milestone
Distributore: Leader Spa
Prezzo: € 40.00 (per ps2) / non pervenuto (per Xbox)
Ripercorrere gli anni ruggenti del biscione sarà molto eccitante per un pubblico di ogni età. L’Alfa ha rapito il cuore di generazione di italiani e non solo. Nata il 24 giugno del 1910 alla periferia di Milano dalla fusione di due aziende, l’Anonima Lombarda Fabbrica Automobili ha una storia che ci invidia tutto il mondo.
Sviluppatasi nel pieno della “belle époque”, l’Alfa esporta presto in tutto il mondo una serie di modelli di successo, rispettati e ammirati anche da Henry Ford. Negli anni fra le guerre inizia una tradizione nelle corse, anche in Formula 1, rincorsa da altri miti italiani pochi anni dopo: è un esempio brillante e un marchio da battere per Enzo Ferrari come per gli acerrimi rivali tedeschi.
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Tradizione e innovazione si rinnovano per tutto il secolo scorso, regalando in particolare agli anni 50 e 60 le più grandi soddisfazioni all’industria automobilistica italiana con modelli ammirati e invidiati da tutti. E, arrivando ai giorni nostri, l’Alfa Romeo ha conservato una cultura di design, grinta e prestazioni difficilmente riscontrabili altrove, che hanno consentito di far perdurare un celebre family-feeling nell’arco di moltissimi anni. Fra gli altri importanti traguardi, si ricordano innovazioni nel mondo dei diesel (l’Alfa 164 insieme alla Croma nel 1987 montano il primo diesel a iniezione diretta, così come nel 1996 si vede a bordo della 156 il primo diesel common rail) ma soprattutto la riscoperta del mondo delle corse. Grazie in particolare a Fabrizio Giovanardi e Gabriele Tarquini, l’Alfa ha risollevato la sua immagine anche nelle corse a livello europeo portando a casa eccellenti risultati nei campionati Gt.
Diesel a parte, sono questi i principali contenuti che sono richiamati all’interno del gioco: quasi un secolo di successi, articolati fra modelli di produzione o nati solo per le piste. Esaminando la struttura tecnica di Scar, si notano altri segni distintivi che lo rendono un gioco unico.
La lunga e ben riprodotta storia, all’interno di diversi campionati e categorie, si ispira ma non imita altri costruttori molto forti che hanno deciso di avere un gioco a essi dedicato, ma con inferiori risultati: in ogni versione buono ma mai eccezionale il titolo dedicato alla Ford (sviluppato da Empire), mentre sempre decisamente mediocre e poco all’avanguardia quello dedicato al gruppo Mercedes-Benz (Tdk). Niente di speciale perfino “Ferrari F-355” per Ps2 di Sony, dedicato al campionato clienti europeo Challenge della casa di Maranello.
Il progetto di Scar nasce invece per tenere testa anche ai “mostri sacri” del genere con importanti integrazioni, tanto da essersi autoproclamato come “gioco di ruolo automobilistico”. Questa identità un po’ strana per un gioco motoristico scaturisce dal desiderio di personalizzare notevolmente le automobili, ma soprattutto la carriera del nostro pilota, che non dovrà pensare solo al budget per potenziare la sua macchina, ma dovrà gestire anche dei punti “personali” che ne definiscono il carattere su strada.
Al termine di ogni gara viene infatti presentato un pannello dove sono a disposizione dei parametri per nulla meccanici: la concentrazione di guida deriva infatti dall’assegnazione dei punti che daremo di volta in questa pagina a ogni diverso valore. Occorre tenere conto che la vincita e l’assegnazione di questi punti è un fatto molto serio, determinante per il nostro successo nell’avanzare del gioco: durante le gare infatti è presente un parametro “cuore” mai visto in un gioco di guida, e le nostre scelte lo influenzeranno moltissimo. L’agitazione di una gara non era mai stata presa in considerazione sinora, e l’ispirazione è chiaramente aeronautica.
In Scar questo particolare parametro si consuma a ogni impatto con il nemico e, in particolare, quando siamo marcati stretti o ingaggiati nel tentativo di essere sorpassati. Si recupera invece quando siamo in fase di allungo distensivo senza alcun avversario intorno. Il problema relativo è legato a quando questo valore si abbassa del tutto: l’azzeramento del cuore ci porta in un inedito “stealth-mode” in cui la visione è annebbiata e le nostre reazioni sono rallentate. Una situazione di pericolo, quindi, assolutamente da evitare.
La bontà tecnica di questo gioco emerge dal buon modello di guida che i tecnici Milestone sono riusciti ad affinare dopo anni di esperienza. Per tre motivi. Primo: Scar si guida davvero bene e offre le sensazioni giuste per il tipo di auto che si sta guidando. Secondo: è ottima la deriva in curva e le differenze di comportamento fra vetture a trazione anteriore e posteriore. Terzo: ci sono i danni e un valore che esprime lo stato della vettura. Quando le botte sono forti, si fa fatica a guidare. Quindi è meglio fare i bravi.
In definitiva: davvero un buon titolo, capace di scaldare il cuore di alfisti e non, specialmente perché un buon gioco, particolarmente perché si guidano Alfa. Andrebbe venduto anche laggiù negli States, che dal 1995 non importano più le vetture di Arese – forse perché troppo piccole. Si accorgerebbero che una storia e un affetto dei possessori così forte, nemmeno loro, riusciranno mai a vantarla.
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Fonte: Corriere.It























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