Pescara-Crotone: Si Scatena la rabbia dei tifosi. Guerriglia e auto danneggiate
Si scatena la rabbia dei tifosi: guerriglia e auto danneggiate

PESCARA – Uno scenario da incubo dopo i novanta minuti che hanno svelato tutti i limiti del Pescara: più di mezz’ora di vera e propria guerrglia fuori dallo stadio Adriatico subito dopo la fine della partita (e in qualche modo anche durante), i tifosibiancazzurri non hanno accettato il responso del campo e, se fino ad un certo punto si sono limitati a dedicare cori tutt’altro che amichevoli al presidente Paterna, poi sono passati alle vie di fatto.
I sostenitori biancazzurri hanno cercato di caricare il cordone opposto dalla Polizia. Decine le macchine e le moto in sosta che sono state pesantemente danneggiate, con veri momenti di panico nella zona di via Marconi e di Via Pepe. Increduli passanti hanno dovuto al più presto cercare un riparo nei pochi locali rimasti aperti a quell’ora e negli angoli bui dei portoni e dei cortili, per sfuggire alla furia dei tifosi.
Tempestivo l’intervento delle forze dell’ordine, che erano pronte a fronteggiare una situazione di questo tipo e che sono dunque riuscite, in qualche modo, ad arginare la rabbia della tifoseria pescarese ed a limitare il più possibile la voglia di spaccare tutte le auto e le moto a portata di mano che i tifosi mostravano. Mentre iniziava a piovere le forze di polizia hanno iniziato a fare uso massicciamente di lacrimogeni, poi hanno aumentato il numero delle cariche per disperdere i contestatori.
Intorno alle 23 la situazione è iniziata a tornare sotto controllo, e di lì a poco gli animi si sono tranquillizzati. Ma sono rimasti ancora a lungo blindati dentro gli spogliatoi il presidente, l’allenatore e i giocatori, mentre l’Adriatico era pattugluato dalle forze dell’ordine, attestate dalla zona dell’antistadio fino a tutta via Pepe.
Fonte: Il Messaggero























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